TestoIl ritorno di Giuseppe

Fabrizio De André

Ultima modifica il: 25 giugno 2019
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Stelle già dal tramonto Si contendono il cielo a frotte Luci meticolose

Nell'insegnarti la notte Un asino dai passi uguali Compagno del tuo ritorno Scandisce la distanza Lungo il morire del giorno Ai tuoi occhi il deserto Una distesa di segatura Minuscoli frammenti Della fatica della natura Gli uomini della sabbia Hanno profili da assassini Rinchiusi nei silenzi D'una prigione senza confini Odore di Gerusalemme La tua mano accarezza il disegno D'una bambola magra Intagliata nel legno La vestirai Maria Ritornerai a quei giochi Lasciati quando i tuoi anni Erano così pochi E lei volò fra le tue braccia Come una rondine E le sue dita come lacrime Dal tuo ciglio alla gola Suggerivano al viso Una volta ignorato La tenerezza d'un sorriso Un affetto quasi implorato E lo stupore nei tuoi occhi Salì dalle tue mani Che vuote intorno alle sue spalle Si colmarono ai fianchi Della forma precisa D'una vita recente Di quel segreto che si svela Quando lievita il ventre E a te che cercavi il motivo D'un inganno inespresso dal volto Lei propose l'inquieto ricordo Fra i resti d'un sogno raccolto

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